DATI Pensioni e pensionati 2016

Pensionati sempre più ricchi, giovani sempre più poveri, ecco gli incredibili dati sulle pensioni che arrivano dal Censis, dati che fanno sicuramente riflettere e che ci permettono di capire perché l’INPS ha così difficoltà a trovare altri soldi per poter dare anche a chi gli spetterebbero, come le persone over 55 che non hanno più un lavoro: il numero dei pensionati é aumentato a dismisura in questi ultimi anni, ma non è cresciuta la popolazione e tanto meno è cresciuto il numero di lavoratori che versano i contributi, contributi che poi vanno a pagare le pensioni di oggi, qui la politica non c’entra niente, sono solo scarni dati, é realtà, è matematica, che la politica non sta riuscendo a gestire nel migliore dei modi possibili.

Con il rapporto Censis “il buon valore della longevità” viene capovolta una delle situazioni economiche maggiormente consolidate in Italia: Infatti dal rapporto emerge che i consumi delle coppie con un capofamiglia anziano (con oltre 65 anni di età) sono superiori rispetto alle coppie che presentano come capofamiglia un giovane (ossia con età compresa tra 18 e 34 anni di età).

Stesso discorso per i nuclei monofamiliari dove gli anziani soli hanno incrementato la spesa del 4,7 per cento in termini reali mentre i giovani hanno visto un crollo verticale della spesa per consumi (-12,4 per cento).

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Dati pensioni in Italia 2015 – 2016 :

In base ai dati Censis per il 18 % dei gli anziani la spesa pubblica è aumentata mentre è rimasta stabile per il 60 % del campione rappresentativo.
Tuttavia tali problemi non hanno minato la fiducia nel futuro: infatti il 9 % pensa che le prospettive di reddito miglioreranno mentre l’80 % ritiene che le stesse rimarranno stabili.
Di questi 1,1 milioni in futuro compreranno elettrodomestici in futuro, 670 mila provvederanno all’acquisto di pc, smartphone e altri prodotti tecnologici, 320 mila di mobili per la casa e ben 530 mila procederanno all’acquisto di un immobile.

Sistema Unico Identità Digitale SPID

In base al rapporto gli anziani in Italia sono attualmente 13,2 milioni e nei prossimi 15 anni se ne aggiungeranno altri 3 milioni.
In base al rapporto Censis gli stessi utilizzano per lo più soldi in contanti: infatti circa il 54 per cento di questo utilizzano soldi in contanti mentre la media della popolazione che utilizza contanti è “appena” il 51 %.
Negli ultimi venti anni i pensionati hanno conosciuto un vero e proprio boom della ricchezza, tenuto conto che l’incremento di valore è stato di circa il 118 %, ossia tre volte quello fatto registrare dal patrimonio medio delle famiglie italiane ( dato che va raffrontato con quello dei giovani che hanno avuto un crollo del potere d’acquisto di circa il 26 per cento).

Ragioniere, pubblicista e operatore turistico, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio e il Dipartimento di Lettere, lingue, letterature , civiltà antiche e moderne, presso UniPG

1 commento

  1. Caro Tito Boeri innanzi tutto ti chiedo alcune cose:
    1) assistenza- previdenza, separare le due spese attribuendo l'assistenza alla fiscalità generale e restituire all'inps quanto in passato ha speso in assistenza;
    2) Restituire all'INPS i soldi che ha speso e che spende per coprire il buco INPDAP
    3) restituire all'INPS gli sconti presenti e futuri del Job act (assunzioni con decontribuzione per tre anni).
    Dopo queste operazioni mi va bene ridurre le pensioni eccessive, io vivo con coniuge a carico con 1200 euro netti quindi penso che 2500 o 3000 euro netti siano più che sufficienti ma il cambio del calcolo tra retributivo e contributivo NON DEVE MAI ESSERE ESTESO ALLE PENSIONI SOTTO QUEL LIVELLO, anzi io ritengo che se applicati i primi tre punti forse i problemi dell'INPS sarebbero risolti.

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