Pensioni 2019: Cosa Cambia? Novità sulle Pensioni del Governo Conte

Pensioni 2019: molte sono state le promesse fatte in campagna elettorale dal Governo Conte ma cosa accadrà come quella di abolire la legge Fornero innanzitutto, ma tra promettere e mantenere c’è una bella differenza, poi ci si scontra con la realtà, specialmente quella del portafoglio e con un paese di 60 milioni di individui con solo 20 milioni che lavorano, oltre 20 milioni di rapporti pensionistici pagati ogni mese, è difficile far quadrare il cerchio.
Molte sono le notizie che si ricorrono nei media di questi tempi in merito alle “possibili” manovre in ambito pensionistico per il 2019.
Proviamo a considerare alcune novità annunciate, salvo poi il dover attendere il 2019 per verificarne la concretezza.

 

Pensioni 2019: le notizie che si rincorrono

 

I media hanno molto dibattuto in merito alla Quota 100, e alla Quota 41, mostrando un atteggiamento tutt’ altro che certo.

 

Pare essere, al contrario, un evento certo l’ adeguamento dell’ età pensionabile basata sulle aspettative di vita: novità che già dovrebbe andare in porto ad inizio del 2019. I requisiti attuali, basati sui criteri della Legge Fornero, subiranno un innalzamento di 5 mesi. Facendo due conti veloci, per la pensione di vecchiaia bisognerà attendere il compimento dei 67 anni.

Alla stessa maniera, la maturazione dell’ assegno sociale, attualmente erogato a 66 anni e 7 mesi,salirà a 67 dal 2019. La pensione di vecchiaia (contributiva) salirà a 71 anni di età anagrafica, e 5 anni di contribuzione.

Pensioni 2019: Cosa Cambia? Novità sulle Pensioni

Pensioni 2019: la pensione anticipata:

Passando ai requisiti per poter ottenere la pensione in via anticipata, dal 2019 sarà necessario maturare 43 anni e tre mesi di contributi per gli uomini, e 42 anni e tre mesi per le donne. Stessi criteri sono previsti per maturare la pensione anticipata contributiva, con la necessità di avere un’ età anagrafica di 64 anni (aumento di tre mesi).

Pensioni 2019: i lavoratori precoci

Un lavoratore precoce, con l’ inizio del 2019, non sarà indenne dalla rivisitazione dei criteri di maturazione post valutazione dell’ aspettativa di vita. Oggi un lavoratore precoce può andare in pensione con 41 anni di contributi (età anagrafica indifferente), mentre dall’ anno nuovo occorreranno 5 mesi in più di contribuzione (almeno un anno di contribuzione deve essere maturato prima del raggiungimento della maggiore età).

Assegno pensionistico nel 2019

Gli effetti della Legge Fornero continueranno a mostrare i loro effetti, nel 2019, anche in ambito entità dell’ assegno pensionistico. Vi sarà un adeguamento, automatico, del coefficiente di trasformazione, il che implicherà assegni leggermente, ridotti.

 

Circa una settimana fa, l’ On. Giacobbe (già parte della XI Commissione lavoro nella precedente legislatura), si è posta, con un articolo riportato da alcuni quotidiani, un quesito sul punto della situazione della Legge Fornero: questa legge dovrà essere riconsiderata, o manterrà i suoi effetti per il futuro? Al momento bisogna solo attendere il corso degli eventi per comprendere cosa porterà il 2019.

 

Un dato abbastanza certo riguarda la Quota 41, o meglio sarebbe 41 e mezzo anche se bisognerebbe attenderne un riconoscimento ufficiale nei provvedimenti legislativi.

In tema, poi, di contributi figurativi, un intervento certo riguarderebbe coloro che hanno maturato una carriera lavorativa stabile, principalmente uomini, e con pochi contributi figurativi. Nello specifico si parla di eventi particolari, legati ai contributi figurativi, come il servizio militare, le assenza dal lavoro se donatori di sangue, malattie, infortuni, ma anche, in riferimento alle donne le assenze dal lavoro per malattie del bambino,  il congedo per maternità durante il rapporto di lavoro e molti altri eventi.

Il problema è che da tale riforma molte donne lavoratrici che hanno vissuto situazioni lavorative incerte (crisi aziendali)  risulteranno escluse.

Se a tutto aggiungiamo i dubbi per il 2019 in tema di Ape sociale, le cose rischiano di degenerare col nuovo anno. Con l’ Ape sociale un disoccupato, o un soggetto che assiste un disabile, ad esempio, possono avere un reddito pari alla pensione (massimo Eur 1500,00/mese), con quota 93, o 91 se donna con due figli. Discorso complesso, ma i prossimi mesi potranno fare luce in merito,

 

Pensioni 2019, le famose pensioni d’ oro e ricalcoli, cosa accadrà in concreto?

 

Molto si è detto nell’ ultimo periodo in ambito revisione delle pensioni d’oro. Si è parlato del taglio sulle pensioni da Eur 2000,00 lordi in poi, con l’ applicazione di un contributo di solidarietà piuttosto che con un ricalcolo contributivo delle stesse. Mentre se ne continua a discutere, la revisione pare sostanzialmente motivata dall’equità del sistema previdenziale anche se sul tema, pare, sia necessario trovare delle larghe intese.

 

Ogni modifica che verrà introdotta al sistema pensionistico, dal nuovo anno, sarà volta a rendere il sistema pensionistico italiano sostenibili, e calcolata sulla base dei contributi effettivamente versati.

Come sopra accennato, andare in pensione dal 2019, sarà meno conveniente, con una riduzione probabile dell’ 1,20% dell’ assegno pensionistico. Di tale riduzione bisogna prenderne debita considerazione per effettuare ogni valutazione personale del caso.

 

All’ interno delle disposizioni contenute nella Manovra 2018 è inserito un aumento di cinque mesi per accedere alle pensioni col decorrere del nuovo anno, il che implicherà una modifica dei coefficienti di conversione per i montanti contributivi. L’aumento citato è motivato come sempre dall’aumento delle speranze dei vita (secondo rilevazioni Istat): dato statistico, discutibile, e controverso.

 

Vediamo cosa succede, in tema di pensioni anticipate, per coloro che maturano i requisiti entro l’ anno in corso.

Coloro che raggiungeranno il diritto alla pensione nel 2018, devono, necessariamente maturare almeno 42 anni e 10 mesi di anzianità lavorativa (uomini), e 41 anni e 10 mesi (donne). L’ opzione non necessita di alcun vincolo anagrafico.

La normativa, così come si presenta attualmente, concede la possibilità di “ritirarsi” con 41 anni di versamenti per i lavoratori precoci: si richiede l’ aver lavorato per almeno 12 mesi prima di aver compiuto i 19 anni, ed essere inseriti all’ interno di un profilo di tutela (invalidi, caregiver, disoccupati, mansioni gravose e/o usuranti).

 

Dal 2019, sempre con l’ adeguamento dei parametri legati all’aumento delle aspettative di vita, quanto sopra ricordato subirà delle variazioni per chi maturerà il diritto alla pensione. Sarà necessario acquisire almeno 43 anni e 3 mesi di anzianità; per le donne sarà sufficiente raggiungere i 42 anni e 3 mesi. A fronte dell’ aumento delle aspettative di vita, vi sarà un aumento anche per la quota 41, che salirà a 41 anni e 5 mesi.

Ogni  dato è soggetto  ad una possibile correzione se il Governo deciderà di intervenire nella prossima Manovra.

Sembra ormai quasi certo, come sopra detto, che salvo rettifiche introdotte nella Legge di Bilancio 2019, che saranno introdotte penalizzazioni per coloro che andranno in pensione con quota 100 (somma di anni contributivi ed età anagrafica).

 

Pensioni 2019: Cosa Cambia? Novità Pensioni Governo Conte

 

Con la fine dell’ estate, e l’arrivo della Legge di Bilancio 2019 potremo capire quali saranno le novità effettive, e come andrà a cambiare il sistema pensionistico.

Quello che Noi vediamo è che siamo in un periodo in cui si promette veramente tanto, forse troppo.

Quando si promette tanto anche le aspettative delle persone si alzano, aspettative che quasi sempre verranno disilluse, come lo furono quelle dei pensionati e dei lavoratori italiani con i Governi precedenti.

Ogni settimana, per 5 / 7 anni ci sono state promesse di riforma pensioni, ma in verità poco si è visto di veramente nuovo, se non il Prestito Pensionistico.

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Collaboratore di Economia Italia dal 2012, scrive di economia, finanza e politica dal 2007. Diplomato in ragioneria, è pubblicista e operatore turistico, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio e il Dipartimento di Lettere, lingue, letterature , civiltà antiche e moderne, presso l'Università degli Studi di Perugia.

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