Trasferirsi a vivere in Brasile in pensione o lavorare pro e contro

Conviene trasferirsi a vivere in pensione in Brasile o come lavoratore? Quali vantaggi ci sono nel trasferirsi nella repubblica federale carioca, che ha una delle economie più interessanti nel Sud America? Il Brasile è una delle nazioni più grandi e più popolose del mondo: oltre 200 milioni di abitanti su quasi 9 milioni di km quadrati, da posti turistici a foreste incontaminate, dalla foresta pluviale alle spiagge bianche di Rio de Janeiro o altre località turistiche, il Brasile è da sempre una delle mète più amate dagli italiani, ma allora perchè non prolungare la vacanza e non rimanerci per il resto della propria vita? La voglia di evasione, di una prospettiva di vita migliore spinge lavoratori e pensionati italiani ad emigrare all’estero. Una delle mete più ambite è il Brasile, una terra ricca di fascino, colorata, attraente, al contempo infida e multi sfaccettata.
Molti italiani hanno scoperto il Brasile da vacanzieri e vi sono rimasti trasferendosi con la famiglia. Disoccupazione, austerità italiane spingono sempre più connazionali a fare le valigie e scegliere il gigante sudamericano che, in questa fase, è attraversato da una forte fase recessiva. Nonostante questo il Paese continua ad attrarre essendoci spazio per lavori in particolare nei servizi, dell’edilizia e delle infrastrutture. Negli Stati brasiliani serve manodopera qualificata.

Trasferirsi in pensione in Brasile: economia in via di sviluppo

Il Brasile è un’economia in via di sviluppo, che è alla ricerca di professionisti qualificati. Gli italiani che risiedono nelle principali città carioca sono totalmente integrati. Il Paese è vasto quasi quanto un continente e presenta condizioni climatiche e di vita differenti tra i diversi Stati. Se si decide di trasferirsi in Brasile bisogna sapere esattamente a cosa di va incontro.

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Brasile: la lingua

Il portoghese brasilianoderiva dal latino. Gli italiani non incontrano difficoltà ad apprendere il brasiliano e riescono a comunicare agevolmente. I brasiliani sono un popolo accogliente. Se si vuole vivere in Brasile per studiare o svolgere un’attività da professionista, è necessario conoscere il portoghese benissimo.

La burocrazia brasiliana

Italia e Brasile sono molto simili sul piano burocratico. Gli ostacoli burocratici impediscono al Paese di crescere ai livelli sperati. La burocrazia rappresenta un freno. E’ disincentivata la manodopera qualificata proveniente da fuori Paese. Vigono leggi protezionistiche sul lavoro, una normativa arretrata sugli stranieri, insieme alle numerose difficoltà per ottenere un visto di lavoro.
Superati gli ostacoli burocratici, lo straniero deve fare i conti con il sistema brasiliano inefficiente e instabile. Le norme e procedure mutano sovente. La corruzione è una costante. Molti ricorrono ad “intermediari” per “sveltire” l’andamento delle pratiche burocratiche.

pensionati in brasile

Il costo della vita

Il costo della vitanon è elevato in Brasile. Alcuni generi alimentari di prima necessità costano pochissimo. E’ possibile vivere senza spendere molto al pari della maggioranza dei brasiliani che però devono convivere con le ristrettezze economiche. La povertà è una costante in Brasile dove le differenze sociali sono molto marcate. Ci sono pochi ricchi e moltissimi poveri.
Le maggiori occasioni professionali si trovano nelle grandi metropoli in particolare negli Stati del Sud e Sudest. Nelle grandi città il costo della vita è più alto e il rapporto qualità/prezzo di merci e servizi è più basso rispetto agli standard italiani. Chi ama i comfort non è un tipo da Brasile.
Se si viene pagati in real, i guadagni risulteranno scarsi a meno che non si abbia un posto di lavoro altamente qualificato o un’azienda. Se si vuole fare un investimento o comprare un immobile si beneficerà del vantaggio di un cambio conveniente.

pensionati italiani in brasile

La criminalità in Brasile

Le metropoli brasiliane devono convivere con la criminalità urbana. Per vivere bene e in sicurezza bisogna scegliere attentamente i luoghi da frequentare. La microcriminalità è un forte deterrente per chi vuole trasferirsi in Brasile. E’ sempre preferibile conoscere o informarsi su quali zone o strade siano più o meno sicure.
La criminalità è sicuramente il fattore più negativo per scegliere il sud america ed in particolare il Brasile come luogo della propria vecchiaia o anche solo delle proprie vacanze, a meno che non si decida di andare a vivere in una delle zone più tranquille, magari in qualche residence con una guardia armata che controlla la vita dei suoi abitanti.
Il Brasile è enorme e ci sono anche zone tranquille, va detto però che il trend della criminalità è negativo, cioè sembra che non diminuisca e che anzi aumenti anno dopo anno, non solo nelle favelas ma anche nelle zone centrali delle grandi città e nelle cittadine che solo fino a qualche anno fa sembravano più tranquille.

Trasferirsi in Brasile in pensione: Sanità ed istruzione

In Brasile esistono sanità e educazione pubbliche che funzionano più o meno bene in base allo Stato o alla Città un po’ come avviene in Italia con le differenze tra Nord e Sud. La sanità pubblica non è scarsa ma le liste di attesa sono più lunghe di quelle italiane e i brasiliani benestanti e gli stranieri sono costretti ad optare per il servizio sanitario privato, stipulando delle assicurazioni abbastanza onerose.
Molte società propongono ai propri dipendenti un’assicurazione sanitaria il cui costo è sottratto ogni mese dallo stipendio. Se si stipula una polizza brasiliana bisogna stare attenti alla qualità ed i costi. E’ meglio avere un’assicurazione sanitaria fatta in Italia.
Sul fronte scolastico molto cambia se si abita in una grande città o in piccole località rurali o costiere. La scuola pubblica complessivamente ha livelli molto scarsi. La maggioranza dei brasiliani e degli stranieri scelgono le scuole private, che hanno costi mensili abbastanza elevati.
L’università pubblica, a costo zero, invece funziona grazie anche ad ingenti finanziamenti pubblici vista la necessità del Brasile di formare professionisti.
Vivere in Brasile conviene da pensionati se non si hanno grandi pretese grazie ad un cambio favorevole. Ma non si deve pensare di vivere in un Paradiso. Vivere il Paese da residenti è differente rispetto a chi viene solo per vacanza.

Da lavoratori è ancora più difficile a meno che non si disponga di una propria attività abbastanza redditizia per sostenere i costi della sanità e della scuola privata. Decidere di vivere in questo Paese non è una decisione da prendere a cuor leggero.

1 commento

  1. Buon giorno , sono un pensionato , o aquisito il permeso di sogiorno permanente in Brasile da più di 9 anni , sono residente e iscritto ( AIRE ) nel 2017 , ricevo la mia pensione in Italia e tassata con le addizionali comprese . La mia domanda e , conviene fiscalmente trasferire la pensione in Brasile . Ringrazio in anticipo e fiducioso di una vostra risosta .

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