18 apr 2017

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Ape Social: pensione anticipata a chi spetta, quando scade la domanda 2017

Dopo APE arriva APE SOCIAL cioè la possibilità di avere la pensione anticipata senza penalità, a chi spetta? Quando sarà in vigore? Quale sarà l'importo? Quanti anni di contributi ci vorranno per poter avere il diritto ad usufruire di Ape Social? Quanti anni di età bisogna avere?
Sarà una reale possibilità di andare in pensione prima, oppure rimarrà solo un bèl progetto?

APE SOCIAL, aggiornamento 18 Aprile

Il Presidente del Consiglio Gentiloni ha appena firmato il decreto attuativo per l'APE Social, che servirà a far andare in pensione chi ha più di 63 anni di età anagrafica, 30 anni di contributi versati e che si trova con dei problemi economici e che si trova ad un massimo di 3 anni e 7 mesi dalla pensione.
Questione di poche settimane per l'ITER legislativo. Ora il decreto dell'APE Social già firmato dal capo del Governo, dovrà passare per l'approvazione del Consiglio di Stato ( una formalità) e poi verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, da lì, dopo 30 giorni sarà valido.

Quando si può fare la domanda per l'APE SOCIAL ?

ATTENZIONE IMPORTANTE: la domanda per APE Social bisognerà farla all'INPS tra il 1° Maggio e il 30 Giugno 2017, per avere il 1° pagamento tra settembre e dicembre 2017.
Per il 2018 invece, le domande potranno essere presentate tra il 1° gennaio ed il 30 marzo per avere il 1° pagamento a Giugno 2018.
NON SI SA' se per il 2019 esisterà ancora un'APE Social, per il momento è una misura sperimentale.


La spinta in materia previdenziale è inversa.
Fino a poco tempo addietro l'obiettivo dei Governi era innalzare l'eta pensionabile. Ora il proposito è quello di anticipare l'uscita dal mondo del lavoro. Un'operazione quest'ultima da fare il più possibile e a costo zero senza cioè investire troppi soldi dello Stato ma attraverso l'apertura di una sorta di prestito a carico degli aspiranti pensionati.

APE SOCIAL: Accordo Governo – sindacati sulle Pensioni

L'esecutivo e i rappresentanti sindacali hanno siglato un verbale condiviso sulla riforma del sistema pensionistico. L'impegno di spesa ammonta a 6 miliardi spalmati su 3 anni. Gli interventi in materia delle pensioni avranno natura strutturale e quindi permanente. Al tavolo di discussione si è parlato anche dell'Ape, dell'intervento sui lavoratori precoci e dell'estensione e l'aumento della quattordicesima per i pensionati con i redditi più bassi.

Redditi fino a mille euro: quattordicesima

L'istituto della quattordicesima verrà allargato ad una platea di 3.3 milioni di pensionati. Rientreranno coloro che hanno redditi complessivi personali fino a mille euro al mese pari a massimo 2 volte il minimo. Quasi 1.2 milioni in più rispetto agli attuali beneficiari. Per i 2.2 milioni che hanno già il beneficio, l'importo sarà aumentato ma non è ancora stato definito di quanto.

Ape Social: pensione anticipata a chi spetta, quando scade la domanda

Lavoratori precoci: uscita a 41 anni

Agevolazioni in vista per chi ha lavorato 12 mesi effettivi, anche non continuativi, prima del compimento dei 19 anni ( i cosiddetti lavoratori precoci). L'uscita anticipata per loro avverrebbe con 41 anni di contributi se si si tratta di un lavoratore in difficoltà: disoccupati senza ammortizzatori sociali, disabili e chi ha svolto attività gravose.

Assegno minimo per l'Ape

Capitolo a parte riguarda l'Ape, l'anticipo pensionistico su base volontaria. Si dovrà avere maturato una pensione "non inferiore a un certo limite". Il limite minimo non è stato ancora quantificato.

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Anticipo pensionistico Ape

L'obiettivo è offrire l'opportunità alle persone di uscire dal mondo del lavoro fino a 3 anni e 7 mesi prima (con almeno 20 anni di contributi versati) con un prestito bancario assicurato, a cui si accede attraverso l'Inps, da rimborsare con rate mensili per 20 anni.

Versione social dell'Ape

Si tratta dell'accesso gratuito all'Ape per le categorie più svantaggiate: disoccupati senza ammortizzatori, lavoratori usuranti, chi ha esigenze di cura. Il provvedimento dovrebbe riguardare anche chi è parte di ristrutturazioni aziendali per un costo stimato di 600 milioni di euro. I provvedimenti riguardano anche la ricongiunzione non onerosa dei contributi versati in gestioni previdenziali diverse.

L'intervento dovrebbe interessare anche i lavoratori precoci cui verrà corrisposto un bonus contributivo per accedere alle pensione anticipata, ma con ogni probabilità solo se hanno iniziato a lavorare prima dei 16 anni. Nella prima ipotesi la soglia era fissata sotto i 18 anni. In questo caso la platea dei beneficiari sarebbe più elevata.

L'esecutivo non intende varare una nuova riforma delle pensioni, per non creare ripercussioni a Bruxelles e sulle altre istituzioni internazionali. La Legge Fornero praticamente non si tocca come chiedevano i sindacati. Dall'altro lato le priorità sindacali sono di introdurre elementi di flessibilità nell'età di pensionamento e ristabilire principi di equità. Le risorse sono poche.

L'Ape sarà un reddito ponte

L'anticipo pensionistico su base volontaria non sarà un vero e proprio assegno pensionistico bensì di un reddito ponte. Sarà agevolato o del tutto gratuito per le categorie di lavoratori più deboli, quindi pagato interamente dallo Stato. Poi ci sarà un piccolo contributo, con gradualità, mano a mano che il reddito supererà una certa soglia.

Il Governo potrebbe fissarla a 1.500 euro lordi, all'incirca 1.200 netti. I sindacati, in particolare la Cgil vorrebbero invece aumentarla a 1.650 euro. Ma sono tutte ipotesi allo studio e che dovranno fare i conti con le casse vuote e il poco margine di manovra. Difficile immaginare nuove tasse per foraggiare il sistema pensionistico. Altrettanto poco credibile drenare risorse dai tagli in altri settori. Per avere un quadro completo e definito bisognerà attendere la Legge di Bilancio.


Critici i sindacati. “I 6 miliardi stanziati non sono sufficienti e non dimentichiamogli esodati e il resto della piattaforma”. Ad affermarlo il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo. Il sindacalista ha parlato di “un buon lavoro” anche se “non è finito” in quanto “la discussione continua”. Tanti e troppi i nodi da sciogliere.

8 commenti:

  1. Che si intende per lavoratori "disoccupati"?????????????
    Solo i lavoratori dipendenti (come al solito) o anche un titolare di impresa artigiana che ha chiuso l'attività da 6/7 anni per mancanza di lavoro?

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    1. Per me sono da considerare disoccupati coloro che hanno perso il lavoro da almeno 12 mesi.
      Qualunque fosse il loro lavoro.

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  2. Ape social disoccupati, servono 30 di contributi ma qualcuno sa dirmi a quanti anni (età anagrafica) è possibile accedervi?

    Anonima disoccupata con 30 anni di contributi

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  3. non vi fate abbindolare, sono solo le solite cavolate che sparano tutti i governi, la cosa certa è che chi si è ingrassato alle spalle di chi lavora, continua a farlo, e chi lavora lo prende solo nel didietro, non ce la daranno mai una pensione, ci faranno morire di fame e loro diventeranno sempre piu grassi

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  4. Roba da matti, secondo questo governo che è disocupato da lungo tempo puo' aver maturato 30 anni di contributi? sempre il solito schifo, trovano il modo per non dare a nessuno l'ape sociale o almeno escludere parecchie persone

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  5. Le condizioni per un collocamento obbligatorio INAIL? Quanti anni di età o contributi si può accedere all ape?

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  6. ho iniziato a lavorare a 14 anni ne ho 60 la ditta a fallito non riesco a trovare lavoro vorrei sapere se posso andare in pensione anticipata . grazie da parte di michele

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  7. ape social disoccupati con trenta anni di contributi versati ma con quale età ????????

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